Menu Content/Inhalt
Home arrow Rubriche arrow Psicologia arrow I giovani ed i Social Network
I giovani ed i Social Network PDF Stampa E-mail
Scritto da Dario   
mercoledì 26 maggio 2010
“…Il social network  sostituisce il vecchio “muretto” e rappresenta invece che un luogo di incontro fisico un luogo virtuale, dove poter esprimere la propria personalità e ampliare le proprie conoscenze, anche culturali, tramite lo scambio di opere multimediali”.
“Ma spesso (i giovani) sono poco consapevoli dei rischi che corrono nel mettere in rete i propri dati personali. Così in alcuni casi, si arriva anche a situazioni di raggiro, di truffa, o di incontri a rischio”(dagli organizzatori dell’evento “giovani e social network, per un uso sicuro delle nuove tecnologie”)

I giovani ed Social NetworkIl mondo dei giovani è cambiato profondamente negli ultimi 10 anni. Infatti le nuove generazioni affrontano in modo completamente diverso la realtà con un’ apertura mentale  maggiore.
    In generale, le nuove tecnologie hanno portato ad allargare i nostri confini e ad avvicinare il mondo sia dal punto di vista spaziale ( se si pensa a quanto ci si metteva ad arrivare in America) che temporale. Infatti oggi, con le nuove tecnologie e con i social network, puoi raggiungere il tuo amico partito per l’ India con un clik o puoi rintracciare una persona cara persa di vista attraverso Facebook. I siti di “social networking” rappresentano oggi una delle forme più avanzate di comunicazione. Si tratta di strumenti virtuali che concorrono a creare e rinforzare la rete di contatti che ciascuno di noi stabilisce ogni giorno nei vari ambiti di vita - lavoro, amicizie, amore.
    I giovani, forse molto meglio di noi adulti, hanno capito queste nuove opportunità che internet può offrire. Hanno capito che Facebook può essere uno strumento di democrazia dove chiunque può esprimere le proprie idee liberamente senza essere censurato e dove anche i più timidi possono avvicinarsi con maggior coraggio instaurando relazioni che altrimenti sarebbero risultate estremamente difficoltose ed impregnate di ansia e di paura. Sui social network siamo tutti uguali senza distinzioni socio-economiche o di razza.
    In un mondo dove regna la paura verso l’ esterno, dove i bambini non possono più uscire da casa e giocare liberamente all’ aria aperta (spesso per l’ansia eccessiva dei genitori), in un mondo dove si è rinchiusi nelle quattro mura domestiche e dove la creatività è negata al bambino che deve avere tutta la sua dimensione spazio/ temporale incasellata e scandita dagli adulti tra piscina, catechismo, inglese e musica,  internet rappresenta per loro un mondo di libertà e di informazione interattivo molto importante.
    Certo, con questo non si vogliono trascurare i pericoli enormi che il mondo dei social network può creare. Possono essere tanti i rischi di incontri virtuali particolarmente pericolosi e di condizionamenti psicologici di notevole entità. In tal senso i genitori devono essere sempre presenti con i loro figli; ci deve essere uno scambio comunicativo continuo tra figli e genitori, uno scambio che, però, deve passare anche attraverso il mondo dei ragazzi e la condivisione dei loro mezzi comunicativi per permettere a questi di aprirsi e di comprendere che da parte degli adulti non c’ è solo una critica ma anche una partecipazione ai loro interessi e alle loro passioni. I ragazzi si devono sentire capiti per potersi aprire, devono sentire che condividiamo il loro mondo, devono sentire  che si possono confidare, e quindi fidare, se dovessero essere  “violati” proprio attraverso gli strumenti che amano di più.
    Luca è un ragazzo di 14 anni chiuso nel suo mondo. Figlio di genitori separati. Naviga dalla casa della madre a quella del padre  per i fine settimana alternati decisi dal giudice. Quando si reca a casa del padre si porta sempre appresso gelosamente il suo portatile e si chiude nella sua camera con il PC. Il padre prova a comunicare con lui perché lo vede  sofferente e chiuso , ma lui innalza un muro a qualunque tentativo di avvicinamento del padre. Esce dalla sua “tana” solo per mangiare insieme al padre e poi va di nuovo a rintanarsi nel suo luogo sicuro. Quando sta con la madre esce un po’ di più con gli amici ma è sempre molto chiuso nel suo mondo.
    Quindi i genitori si rivolgono a noi terapeute per un  consulto . Luca si rifiuta di venire. Già dalle prime sedute emerge  un’ incapacità dei genitori di trovare un accordo sulle regole da impartire al figlio, conflittualità che, anche se latente, viene percepita dal figlio.
    Il lavoro iniziale è stato proprio quello di diminuire la latente conflittualità presente tra i genitori per poi lavorare sulla comunicazione genitori - figlio. Vista l’ età del figlio e visto che in questa fase adolescenziale, essendo un maschio, è importante il rapporto di identificazione del ragazzo con il padre, si è pensato di iniziare ad abbattere il muro che divide i genitori dal figlio facendo entrare il padre nel mondo comunicativo del ragazzo. Infatti si è lavorato per far iniziare uno scambio comunicativo tramite messenger del padre con il figlio. Inizialmente la comunicazione tramite e-mail è stata titubante ma pian piano il padre è riuscito a conquistare Luca e i loro messaggi sono stati sempre più emotivamente coinvolgenti. Pertanto, in questo modo il figlio si è sentito accolto nel suo mondo e ha sentito di poter parlare con dei mezzi da lui molto amati e su un terreno conosciuto.
In questa nuova atmosfera conquistata, il padre  ha chiesto al figlio, sempre attraverso messanger, la  sua partecipazione ad una seduta di psicoterapia  e Luca a questo punto ha accettato. In questo contesto finalmente madre, padre e figlio sono riusciti a parlarsi ed è stato l’ inizio di un rapporto più forte.
Certo, per loro davanti c’è un lungo cammino da fare ma una breccia è stata aperta su quel muro. Per questo padre e questo figlio forse il mondo di internet può essere visto come un grande contenitore, uno spazio solo loro in cui possono condividere molte emozioni .
Anche la madre, usando lo strumento telefonico degli sms e mandando i “messaggini” della buona notte al figlio quando questi sta con il padre o anche inviandogli ogni tanto un grosso “t.v.t.b., ha potuto iniziare a trasmettere sentimenti significativi di condivisione  e vicinanza emotiva. 
E’ dunque essenziale saper tenere per sé i pro e monitorare i contro nell’utilizzo di questi nuovi e velocissimi strumenti.


Studio Associato di Psicologia e Psicoterapia
Dott.ssa M.C. Casadio – Dott.ssa S. Martina
Via dei Navicellari, 3  - int.11
00122 – Ostia Lido (RM)
Tel. 3474935246 – 3384285592 – 3476803276
www.psicologica-mente.eu

 

Advertisement

Visualizzazioni: 104

Lascia il primo commento!
Commenti RSS

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 26 maggio 2010 )
 
Pros. >

Login Utente - Registrati al sito






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Le Pagine Gialle di zona

Aggiungi scheda
Cerca

Giochi a GoGo!

Shark Attack
Volte giocato: 702
 
Action Driving Game
Volte giocato: 645
 
American Poker II
Volte giocato: 894
 
Beach Bobbing Bob
Volte giocato: 659
 
Arctic Quest
Volte giocato: 915
 

Annunci